| Newsletter Confprofessioni N.13 |
Speciale SirmioneProfessioni, il ruolo della rappresentanzaGiacomin: fondamentale valorizzare un'identità comune. E il modello Confederale è la sintesi tra le diverse individualità. «È importante analizzare le caratteristiche, anche evolutive, del “fare rappresentanza”» ha sottolineato Giacomin davanti alla platea dei delegati. «In Italia il fare sindacato o lobby, significa innanzitutto intervenire per influenzare il decisore. Oggi non è facile fare rappresentanza con i vecchi strumenti: la scomparsa dei partiti tradizionali e l’avvento di nuovi interlocutori sottoforma di coalizioni o rassemblement ha mutato il quadro politico di riferimento che caratterizza la natura delle associazioni di rappresentanza ed esse sono in continua ricollocazione. I settori si sono trasformati, mescolati e riformati» ha aggiunto il Professore. «C'è un core business, ma c'è innovazione e mescolanza; i soggetti stessi sono cambiati, sono mutate le loro identità che devono essere ''vendibili''». Anche nella sfera professionale. Fondamentale per Confprofessioni – ha sottolineato Giacomin - è la valorizzazione dell’identità: se non c'è identità non c'è rappresentanza. Tra i professionisti ci vuole un comune denominatore identitario, e la Confederazione deve fare sintesi tra queste identità: «Il dato sociologico da costruire è “professioni italiane”. I singoli possono anche essere fortissimi ma le professioni rimarranno, salvo pure coincidenze, escluse dalla grandi operazioni infrastrutturali'».
Molte, precise e puntuali le indicazioni che Giacomin ha indirizzato ai delegati di Confprofessioni. Il lavoro tipico dell'associazione di rappresentanza è sapere chi sono
i “decisori”. «Ma se negli anni Settanta il 80% del mercato era deciso dalla politica, dominavano le relazioni con i politici, prevaleva il voto di scambio,
ci si preoccupava meno dei contenuti delle leggi, ovvero non contava la competitività del sistema» ha spiegato il relatore «Oggi le percentuali sono invertite,
conta per l’80% il mercato cioè il privato; ed il restante ''pubblico'' è costituito dall'Unione europea e dal livello regionale più o meno federalista,
coincide con un legislatore ed ha economie di scala giuste». I regolatori, le Authorities, sono le novità seguite alle privatizzazioni. Conta la conoscenza storica
e la competenza contro l’improvvisazione.
Tavolo dei 40 delegati a Sirmione |
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