Speciale Sirmione

Professioni, il ruolo della rappresentanza

Giacomin: fondamentale valorizzare un'identità comune. E il modello Confederale è la sintesi tra le diverse individualità.

Erano quaranta i delegati giunti a Sirmione lo scorso 8-9 ottobre da 14 Regioni, per la prima Conferenza dei delegati di Confprofessioni. Al centro del dibattito che ha animato la due giorni della Confederazione il senso e il ruolo che va assumendo la rappresentanza delle libere professioni in Italia, in un contesto sociale ed economico in cui le professioni stesse tendono a vedersi riconosciuta identità e ruolo sociale. Una conquista che parte da lontano, come ha spiegato Francesco Giacomin, docente all’Università di Trieste, vice presidente di Confservizi, nonché consigliere d’amministrazione di Unicredit.

«È importante analizzare le caratteristiche, anche evolutive, del “fare rappresentanza”» ha sottolineato Giacomin davanti alla platea dei delegati. «In Italia il fare sindacato o lobby, significa innanzitutto intervenire per influenzare il decisore. Oggi non è facile fare rappresentanza con i vecchi strumenti: la scomparsa dei partiti tradizionali e l’avvento di nuovi interlocutori sottoforma di coalizioni o rassemblement ha mutato il quadro politico di riferimento che caratterizza la natura delle associazioni di rappresentanza ed esse sono in continua ricollocazione. I settori si sono trasformati, mescolati e riformati» ha aggiunto il Professore. «C'è un core business, ma c'è innovazione e mescolanza; i soggetti stessi sono cambiati, sono mutate le loro identità che devono essere ''vendibili''». Anche nella sfera professionale. Fondamentale per Confprofessioni – ha sottolineato Giacomin - è la valorizzazione dell’identità: se non c'è identità non c'è rappresentanza. Tra i professionisti ci vuole un comune denominatore identitario, e la Confederazione deve fare sintesi tra queste identità: «Il dato sociologico da costruire è “professioni italiane”. I singoli possono anche essere fortissimi ma le professioni rimarranno, salvo pure coincidenze, escluse dalla grandi operazioni infrastrutturali'».

Molte, precise e puntuali le indicazioni che Giacomin ha indirizzato ai delegati di Confprofessioni. Il lavoro tipico dell'associazione di rappresentanza è sapere chi sono i “decisori”. «Ma se negli anni Settanta il 80% del mercato era deciso dalla politica, dominavano le relazioni con i politici, prevaleva il voto di scambio, ci si preoccupava meno dei contenuti delle leggi, ovvero non contava la competitività del sistema» ha spiegato il relatore «Oggi le percentuali sono invertite, conta per l’80% il mercato cioè il privato; ed il restante ''pubblico'' è costituito dall'Unione europea e dal livello regionale più o meno federalista, coincide con un legislatore ed ha economie di scala giuste». I regolatori, le Authorities, sono le novità seguite alle privatizzazioni. Conta la conoscenza storica e la competenza contro l’improvvisazione.
Di fronte a questa evoluzione socio-politica per chi assume il ruolo e la responsabilità di fare rappresentanza è fondamentale presidiare il territorio con occhi nuovi: saper leggere ed interpretare il locale in maniera originale, sono modi per esaltare la identità culturale dei territori e le associazioni devono avere le skills adeguate a questo contesto, soprattutto perché la bilateralità ha aperto un capitolo nuovo nella rappresentanza. «La legge interverrà sempre meno, ci saranno grandi leggi guida» ha analizzato Giacomin, «ma poi dovranno essere i privati trovare gli accordi puntuali di governo e sviluppo». È il campo della sussidiarietà che non ha limiti sugli accordi tra soggetti che potrebbero essere premiati a patto di mollare la visione tradizionale: la sussidiarietà è in mano alle associazioni di rappresentanza.
Altra attenzione – conclude Giacomin- va riservata al passaggio dalle logiche di settore a quelle di filiera: turismo, casa, alimentare, etc., andando oltre la logica dei distretti. La logica di filiera è di risultato, non di consenso. Servono servizi di sviluppo e qui troveranno ampi spazi i Professionisti.


Tavolo dei 40 delegati a Sirmione


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