Speciale Sirmione

Più spazio alla nuova bilateralità

Secondo Tiraboschi, negli studi professionali gli enti bilaterali possono diventare lo strumento privilegiato di regolazione del mercato del lavoro

“E’ un mercato del lavoro pensato per modelli vecchi, inadeguato al lavoro che nasce nell’ ambito degli studi professionali. C'è un blocco culturale, non emergono le istanze del mondo del lavoro professionale”.
Esordisce così alla Prima Conferenza dei delegati di Confprofessioni a Sirmione, Michele Tiraboschi, direttore del Centro studi Marco Biagi e braccio destro del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, uno dei massimi esperti delle dinamiche del mercato del lavoro e delle relazioni industriali in Italia e molto attento alle tendenze evolutive in atto negli studi professionali, che rappresentano un «modello plausibile» per lo sviluppo di nuovi strumenti di welfare contrattuale.
Il suo intervento ha avuto il respiro della visione più ampia su un settore complesso ma di grande interesse, sia per lo studioso che per il legislatore, date le sue caratteristiche di diversificazione e di innovazione.

Emerge chiara la necessità per il comparto, nell’analisi di Tiraboschi, di una forte mobilitazione ed un’identità forte, per abbattere l’isolazionismo dei professionisti: «bisogna saper proporre un soggetto rappresentativo forte, che sappia innovare, coinvolgere i giovani ed intercettare le novità», ha sottolineato Tiraboschi, che ha fissato un obiettivo decisivo per il sistema professionale. La nuova sfida in un mercato del lavoro innovativo, infatti, è entrare del nuovo “Statuto dei lavori”, con il quale rappresentare la ricchezza e la diversificazione dei rapporti esistenti all’interno dello Studio professionale.
“In una logica moderna di Studio vi è un’integrazione sempre più forte tra il professionista e le persone che per lui lavorano e la cooperazione va oltre la formalizzazione delle norme contrattuali – afferma Tiraboschi- ed il CCNL degli Studi deve mantenere la sua caratteristica di leva evolutiva: non contratti in chiave statica, ma uno strumento attivo e dinamico”. E’ così che il Contratto potrebbe sopperire ai ritardi di una riforma annosamente problematica: alcuni passaggi normativi del contratto consentono già nuove competenze e nuove figure professionali che possono entrare negli studi; in particolare le tipologie di apprendistato. Occorre valorizzare questo strumento contrattuale per il basso costo del lavoro e per le novità che potrebbero scaturirne. “In particolare – propone Tiraboschi- ci riferiamo a forme di apprendistato non tradizionali, che consentano ai giovani, durante il periodo lavorativo, di conseguire un titolo di studio in “Apprendistato di alta Formazione”: è un progetto rivoluzionario, sostenuto dai Ministeri del Lavoro e della Pubblica Istruzione e che nel comparto delle Professioni potrebbe trovare collocazione ideale. I ragazzi, lavorando, possono acquisire il titolo di studio, e in un gioco di anticipo, formarsi negli studi dove il principale maestro è il professionista.”

Ma chi dovrebbe governare questi strumenti? La risposta apre lo scenario della nuova bilateralità: “La legge Biagi – conferma Tiraboschi- dà una definizione aperta degli enti bilaterali: “lo strumento privilegiato di regolazione del mercato del lavoro”. Apprendistato, formazione, fondo previdenziale… agli enti bilaterali potenzialmente viene assegnato il compito di certificare i contratti di lavoro e dare consulenza e assistenza per definire il nuovo modello organizzativo di studio: chi meglio dei professionisti saprebbe ottimizzare questo strumento?”.

L’ultimo passaggio infine il Professore l’ha dedicato alle relazioni “industriali” e proprio la loro definizione nominale sottolinea il ruolo ancora subordinato delle Professioni: “Il corpo normativo è generalista e tarato sulla grande azienda, perché chi detta le regole sono sempre i rappresentanti delle relazioni ''industriali''; in tal senso l’accordo del 22 gennaio scorso ha aperto al pluralismo, perché ad un accordo quadro è stato possibile prevedere una declinazione specifica per settore e fondamentale risulta la presenza e l’impegno in questo di Confprofessioni.


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