| Newsletter Confprofessioni N.13 |
MENEINFISCOIrap, meno tasse agli industrialiFinora le grandi aziende hanno sempre pagato meno imposte sul reddito, mentre le pmi e i lavoratori intellettuali sono stati tartassati. Ma adesso le imprese alzano la voce e vogliono abolire il balzello, magari facendo pagare il conto ai professionisti. Non ci crederete. L’ex viceministro Vincenzo Visco, braccio destro di Tommaso Padoa Schioppa (che ai suoi tempi dichiarava che “le tasse sono una cosa bellissima”) in questi giorni è tornato sulla scena (del delitto) per spiegarci le ragioni dell’Irap. Ne ha motivato l’introduzione, dichiarandola “strumento di razionalizzazione e semplificazione” del sistema tributario. La prima impressione a freddo è che non abbia mai compilato una dichiarazione Annuale Irap in vita sua. Le dichiarazioni proseguono con “l’Irap non è un’imposta sulle imprese, bensì
sul reddito prodotto; riguarda le imprese esclusivamente per la quota parte relativa ai profitti; e se l’impresa è in perdita
non vi sono profitti e non vi è Irap”. Credo sia tornato a fare il professore. Che ci sia da preoccuparsi per gli studenti di Scienza delle Finanze? Breve esempio di come dare ai ricchi togliendo ai poveri. Ovviamente la tassa è sentita come una tassa sui debiti
e sul costo del lavoro che per di più pesa soprattutto al lavoro autonomo. L’imposta si rivela uno stimolo a non assumere e a non investire indebitandosi. Ovvia la richiesta degli industriali di abolizione dell’imposta. A suo tempo si sono ridotti grazie a Visco contributi sanitari e imposte,
a svantaggio di tutti gli altri contribuenti con Partita Iva. Adesso chiedono l’abolizione, per ridurre anche il costo di quella che in molti casi è l’unica
imposta che pagano con le loro società di capitali. Per risolvere il problema della copertura del gettito fanno proporre a Innocenzo Cipolletta di introdurre una sovrimposta
regionale su Irpef ed Ires. Ulteriore risultato: meno tasse agli industriali e più tasse per tutti gli altri, e soprattutto per i professionisti. Pagare le tasse è un dovere per tutti, ma date le aliquote ci si aspetterebbe dei servizi sociali come in Svezia, invece ci avviciniamo sempre più a Stati di latitudini ben diverse. Tutta la dissertazione sull’Irap in nome di tutela di quell’economia reale che ha saputo portarsi i soldi all’estero ed ora li rimpatria con quattro soldi. Ma questa è un’altra puntata. |
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