Da Bruxelles
Trattato di Lisbona: nasce una nuova Europa.
Con la firma della Repubblica Ceca si sblocca la nomina del presidente del Consiglio europeo e dell’alto rappresentante agli afferi esteri.
E dalla Commissione Barroso più attenzione alla libera circolazione dei lavoratori.
Lo scorso 3 novembre il presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, ha firmato l’atto di ratifica del Trattato di Lisbona.
Si tratta di un evento di portata storica per l’Unione europea, che vedrà modificate profondamente le proprie regole di funzionamento. La firma di Klaus è
arrivata poche ore dopo che la Corte Costituzionale ceca aveva giudicato la compatibilità del Trattato con la Costituzione del Paese, stabilendo quindi la validità
della ratifica, già votata dalle due camere del Parlamento ceco. Con la firma della Repubblica ceca si completa il processo di ratifica del Trattato di Lisbona che
entrerà dunque in vigore a partire dal primo dicembre prossimo. Si attende a breve l’annuncio da parte delle Presidenza di turno dell’Unione europea,
detenuta per il secondo semestre del 2009 dalla Svezia, di una riunione straordinaria del Consiglio europeo per procedere con le nomine dei nuovi incarichi previsti
dal Trattato di Lisbona: il presidente del Consiglio europeo, in carica per un periodo di due anni e mezzo, e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri.
La nomina di queste due cariche è di estrema importanza per la formazione della nuova Commissione Barroso, soprattutto in virtù del doppio ruolo
che è assegnato all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, che cumulerà questa carica con quella di Vice-Presidente della Commissione europea.
Il passo successivo, dopo le due nomine, sarà la formazione della Commissione e le audizioni dei commissari e il voto di conferma al Parlamento europeo. Diverse
le novità introdotte dal Trattato, che a poco meno di due dalla firma, avvenuta il 13 dicembre 2007, vede finalmente la luce. Acquisisce influenza l’organo
legislativo, il Parlamento europeo, i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini europei, e che vedrà accresciuti i propri poteri nella legislazione e in merito
al bilancio dell’Unione, oltre che per gli accordi internazionali. I parlamenti nazionali, a loro volta, saranno maggiormente coinvolti attraverso una maggior attenzione
ai principi di sussidiarietà. Così come i cittadini, che grazie alla cosiddetta “iniziativa dei cittadini”, possono invitare la Commissione a presentare
nuove proposte. In realtà saranno tutti i diversi settori delle politiche europee, dalla tutela del consumatore alla tutela e la libera circolazione dei lavoratori,
ad assumere un rilievo maggiore. All’interno di questo panorama in rapida evoluzione
il mondo dei professionisti è chiamato direttamente in causa e sarà tenuto, nei prossimi anni, a confrontarsi e in alcuni casi, ad adeguarsi
|