| Newsletter Confprofessioni N.12 |
MENEINFISCOMeglio essere assertivi o distruttori?Riflessioni a ruota libera sugli studi di settore e altri accidenti Che siamo in crisi l’hanno scoperto pure alla Sose, la società che, per contro del Fisco, prepara gli Studi di Settore. Hanno però scoperto che la crisi ce l’hanno solo le imprese, gli artigiani e i commercianti. Per i Professionisti invece si prepara un futuro radioso e foriero di ricchezze che consentiranno loro, Studi di Settore alla mano, di contribuire maggiormente al welfare del Paese. Coraggio: gli “utilizzatori” delle nostre prestazioni si affolleranno nei nostri studi per pagarci laute parcelle nonostante la
crisi economica e la scure degli affidamenti bancari. Entriamo nel dettaglio. Sul luogo di lavoro solitamente si trovano due diversi fenotipi: persone che riescono, con la loro prestazione, a creare valore e soggetti che, invece, riescono a distruggere pure il valore creato dagli altri. I creatori di valore sono quelli che fanno percepire al cliente una sorta di valore aggiunto, in termini di “empatia ” o, se preferite, “assertività”. I distruttori di valore, al contrario, sminuiscono o tolgono valore a causa di atteggiamenti negativi o indisponenti (spesso entrambi). I divulgatori scientifici alla Piero Angela direbbero che gli assertivi hanno caratteristiche ben definite: sono generalmente allegri e sorridenti, con un approccio positivo alla vita e al lavoro. Se c’è un problema sono abili a trovare spontaneamente una soluzione e comunque non drammatizzano la situazione. Sono persone attente ai particolari, affidabili, responsabili, dinamiche. Non c’è bisogno di correggerle continuamente perché tendono ad auto-correggersi e a non fare più il medesimo errore. Sono persone generose ed altruiste, che aiutano i colleghi in difficoltà e si prodigano per il bene del gruppo e non solo per il loro interesse particolare. Con i clienti riescono ad instaurare un rapporto di grande affinità. Hanno la capacità di fare quei piccoli gesti o di avere quelle piccole attenzioni che fanno sentire importanti le altre persone, gratificandone più che altro l’aspetto psicologico. Praticamente un marziano. Altrettante caratteristiche ben definite hanno i “distruttori”. Sono quelli sempre imbronciati, poco portati al sorriso, perennemente con problemi di natura personale, pessimisti per natura e piuttosto negativi su tutto. Sono quelli che bisogna rimbrottare costantemente, ma loro sono sempre pronti a replicare; quelli che non va mai bene nulla, che si lamentano di tutto e di tutti ma che raramente si mettono a loro volta in discussione. Tendono a fare le cose a metà e prestare attenzione ai dettagli è un’optional. I clienti hanno la percezione di sentirsi “dei pesi”
e i colleghi evitano di chiedere la loro collaborazione perché già sanno che la risposta sarebbe una lamentela o un mugugno. E, comunque, un no secco. |
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