DA Bruxelles
Il programma dei professionisti in 10 proposte al PE
Una Carta europea per le Professioni
La chiede Confprofessioni ai 72 eurodeputati italiani eletti al Parlamento Europeo
Alla vigilia dell’insediamento del nuovo Parlamento Europeo, Confprofessioni chiede ai 72 eurodeputati italiani eletti di inserire, nell’agenda del prossimo mandato, la stesura e l’approvazione di una “Carta europea per le Professioni” e di sostenere la proposta presso il PE e la Commissione Europea.
La “Carta” dovrà essere un documento di principi e di programmi che, partendo dal valore socio-economico delle professioni intellettuali, affermi e tuteli i diritti dei liberi professionisti d’Europa nel quadro dei trattati costituzionali e strategici dell’Unione Europea. Alla “Carta” dovrà ispirarsi il Legislatore europeo nella sua attività.
La celebrazione di una giornata europea delle professioni liberali potrebbe offrire lo spunto per avviare i lavori. Confprofessioni, quale parte sociale, soggetto maggiormente rappresentativo dei professionisti italiani, con la sua stabile presenza a Bruxelles e attraverso la partecipazione al CEPLIS fin dal 1998, intende offrire la massima disponibilità per garantire il processo di integrazione che l’Unione Europea ha ormai avviato anche per il comparto libero-professionale.
La piattaforma sulla quale costruire una “Carta europea per le Professioni” potrebbe ricomprendere i 10 punti politico-programmatici individuati da Confprofessioni e di seguito elencati in forma sintetica e per esteso.
Dott. Gaetano Stella (Presidente)
Una Carta europea per le Professioni (10 punti in sintesi)
1. L’economia della conoscenza Affermare il valore delle libere professioni intellettuali quale punto di riferimento privilegiato per il sistema economico e sociale dell’Unione Europea che, con la “strategia di Lisbona”, si è posta l’obiettivo di favorire la transizione verso una economia competitiva e dinamica fondata sulla conoscenza.
2. La formazione e l’aggiornamento Sancire il diritto del libero professionista ad una formazione adeguata e competitiva in ambito comunitario e facilitazioni per l’aggiornamento permanente.
3. Lo status giuridico Definire uno status giuridico specifico per il libero professionista e per le prestazioni intellettuali, al quale il Legislatore dovrà poi coerentemente attenersi nell’ attività normativa in materia di professioni liberali e servizi professionali.
4. La concorrenza Sancire che le professioni liberali intervengono sui diritti fondamentali e agiscono come l’anello di congiunzione tra lo Stato, la Pubblica Amministrazione i Cittadini e i Consumatori, riconoscendo ai servizi professionali l’affrancamento da regole di puro mercato.
5. La crisi economica Definire il diritto delle professioni liberali all’adozione di misure di sostegno e di aiuti economico-finanziari nelle fasi di rallentamento dell'economia, in un quadro normativo che valorizzi la qualità delle prestazioni professionali.
6. I giovani Definire il diritto dei giovani liberi professionisti all’accesso facilitato all’esercizio dell’attività, alla mobilità e all’interconnessione attraverso banche dati e servizi di comunicazione.
7. Il lavoro Riconoscere l’importanza di definire una cornice regolamentare per il lavoro del libero professionista, fra liberi professionisti e del personale dipendente degli studi professionali.
8. La libera circolazione Riconoscere i due pilastri fondamentali per le libere professioni regolamentate in Europa: la libera prestazione dei servizi e la libertà di stabilimento dei professionisti in tutti gli Stati membri.
9. La rappresentanza Definire il diritto delle rappresentanze delle professioni liberali ad essere riconosciute e consultate in fase pre e post legislativa e ad essere legittimate in un ruolo attivo e propositivo presso le istituzioni comunitarie, prefigurando la creazione di una Consulta europea dei professionisti.
10. I rapporti con il Parlamento nazionale Incoraggiare l’intensificazione dei rapporti fra i deputati italiani del Parlamento Europeo e i parlamentari nazionali, tramite forme di confronto che consentano un efficace flusso informativo da e verso l’Europa in materia di professioni liberali.
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